In cosa consiste una laringectomia totale o parziale

da | Dic 23, 2021 | Salute

La laringectomia è un intervento chirurgico, che prevede l’asportazione totale o parziale della laringe, in genere a causa della presenza di una formazione tumorale

Anche se ormai è un intervento di routine, comporta una serie di disturbi funzionali, compresa la perdita della capacità di parlare, difficoltà a deglutire e a respirare.

Secondo i dati della Associazione Italiana Laringectomizzati Ailar, si stima che in Italia siano circa 50.000 i pazienti sopravvissuti a neoplasie del distretto testa collo, con circa 12.000 nuovi casi/anno di cui almeno 5000 nell’area oro-faringea.

Vediamo insieme cos’è la laringe, qual è la sua funzione, in cosa consiste la laringectomia e qual è la differenza tra quella totale e quella parziale

Cos’è la laringe

La laringe è un organo, composto da una struttura tubolare cava, collegato alla sommità della trachea, che svolge tre funzioni importantissime: 

  1. protettiva;
  2. respiratoria;
  3. fonatoria  

Cosa vuol dire? In pratica, la laringe consente il passaggio di aria verso i polmoni, produce suoni e impedisce il passaggio di cibo e altre particelle estranee nelle vie respiratorie inferiori.

Insomma, grazie alla laringe possiamo respirare, emettere suoni, quindi parlare con la voce, ed evitare di soffocare a causa di cibo e altri elementi esterni

Com’è fatta la laringe?

La sua struttura è molto complessa; proviamo a semplificare il tutto per comprendere com’è fatta una laringe, prendendo spunto da questo utilissimo opuscolo redatto dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO)

Iniziamo col dire che la laringe è costituita da uno scheletro cartilagineo, una serie di muscoli e un rivestimento mucoso che tappezza le pareti interne. 

Lo scheletro cartilagineo è composto a sua volta da sei cartilagini: 

  1. tiroidea; 
  2. cricoidea;
  3. aritenoidi;
  4. epiglottide;
  5. corniculate;
  6. cuneiformi;

La laringe è suddivisa in 3 diverse sottosedi:

  • la laringe sovraglottica, posta cioè sopra le corde vocali, composta a sua volta da epiglottide, false corde vocali, aritenoidi e pliche ari-epiglottiche; 
  • la laringe glottica, ovvero le corde vocali vere e proprie;
  • la laringe sottoglottica, posta quindi sotto le corde vocali. 

Le corde vocali servono a produrre i suoni, vibrando al passaggio dell’aria, ma intervengono in tutte e tre le funzioni prima menzionate, quindi deglutizione e protezione delle vie respiratorie, respirazione e fonazione.

Quando sottoporsi ad una laringectomia

In genere, viene raccomandata una laringectomia – che ricordiamo ancora una volta essere un intervento chirurgico – in presenza di tre condizioni

  • cancro della laringe;
  • necrosi della laringe, una rara complicanza in cui si verifica un danno alla laringe, solitamente dovuto alla radioterapia;
  • grave danno o frattura della laringe

Questo tipo di intervento ha un impatto netto sulla capacità di parlare, deglutire e respirare, e sarà necessario del tempo e un percorso riabilitativo per imparare nuovi modi per eseguire queste tre attività. 

Laringectomia totale o parziale

Esistono due tipi di intervento chirurgico per la rimozione del cancro della laringe, eseguiti entrambi in anestesia generale: 

  1. laringectomia parziale, che prevede la rimozione di una parte della laringe, quella che ospita il tumore;
  2. laringectomia totale, che prevede invece la rimozione dell’intera laringe e di alcuni tessuti adiacenti, compresi i linfonodi se necessario.

La scelta di procedere ad un intervento di rimozione parziale o totale dipende dalle condizioni del paziente e dalla valutazione del chirurgo

Il paziente potrebbe doversi sottoporre a un intervento di chirurgia ricostruttiva o plastica per ricostruire i tessuti interessati dalla rimozione, che possono essere ottenuti da altre parti del corpo, contestualmente alla laringectomia o in un secondo momento. 

In entrambi i casi il chirurgo esegue un’incisione esterna sul collo, attraverso la quale procede alla rimozione del tumore e degli altri tessuti. 

Ricordiamo agli iscritti che il Fondo Enfea Salute provvede alla copertura delle spese per questo tipo di intervento chirurgico, nell’ambito delle prestazioni di Otorinolaringoiatria. Consulta il nostro Piano Sanitario, qui

In cosa consiste la tracheostomia

Come si legge nell’opuscolo dell’IOE, l’intervento prevede, tramite una procedura denominata tracheotomia, la creazione di un’apertura permanente della trachea a livello cutaneo, chiamata tracheostomia – il termine stomia indica, in medicina, un’apertura nel corpo – al fine di garantire una via respiratoria.  

Come spiegato prima, infatti, la laringe consente il passaggio di aria verso i polmoni. Una volta asportata, è necessario creare un nuovo sistema per consentire questa funzione essenziale

In questa apertura, dopo l’operazione, viene inserita una cannula tracheale, che richiede attenzione, manutenzione e pulizia.

Questo foro praticato all’altezza delle trachea, e di conseguenza la presenza della cannula, è temporaneo nei casi di laringectomia parziale, mentre per gli interventi di rimozione può essere necessaria per diversi mesi o diventare permanente.

Come accennato, la stomia va pulita e gestita in modo corretto; in effetti, bisogna comprendere che questo foro è quello attraverso il quale il paziente respirerà, e di conseguenza è anche quello dal quale fuoriusciranno tutte le secrezioni prodotte dai polmoni e dai bronchi.

L’aria respirata attraverso la cannula non viene filtrata più in modo naturale, ma nemmeno umidificata o riscaldata, e questo richiede l’utilizzo di garze e filtri speciali. Infine, la cannula non può impedire l’ingresso di acqua e liquidi, che finirebbero direttamente nei polmoni.

I pazienti non potranno quindi immergersi in acqua, e dovranno fare molta attenzione anche quando fanno la doccia. 

Decorso post operatorio

Com’è facile intuire, dopo un intervento invasivo come la laringectomia, totale o parziale, il paziente va incontro ad un periodo post-operatorio alquanto difficile.  

La maggior parte dei pazienti sottoposti a laringectomia trascorre i primi due giorni dopo l’intervento chirurgico nell’unità di terapia intensiva, ricevendo ossigeno attraverso la stomia e nutrimento attraverso un sondino gastrico che viene inserito direttamente nello stomaco. 

Per attenuare il dolore al collo, vengono somministrati farmaci antidolorifici secondo necessità.

Quando le condizioni di salute del paziente si stabilizzano, viene trasferito in un reparto ordinario per circa 10 giorni, durante i quali inizierà il percorso attraverso il quale imparare di nuovo a deglutire e a comunicare senza la laringe, grazie alla terapia fisica, la logopedia e la terapia del linguaggio.

La vita dopo una laringectomia è piena di sfide, tutte estremamente delicate e complesse. Invitiamo a consultare il sito della AILA, dove si possono trovare moltissime informazioni utili per capire come affrontare la malattia, l’intervento e la riabilitazione

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