Malattia di Lyme: cause, sintomi e trattamenti

da | Giu 19, 2023 | Salute

La Malattia di Lyme è una condizione infettiva trasmessa dalle zecche, che ha guadagnato sempre più attenzione negli ultimi anni a causa del suo diffondersi in varie parti del mondo. 

Purtroppo i dati sulla sua diffusione nel nostro Paese sono limitati e molto datati, addirittura risalenti al periodo 1992-1998, durante il quale si sarebbero verificati circa un migliaio di casi di malattia di Lyme. Le Regioni maggiormente interessate sono il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, il Veneto, l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige (Provincia autonoma di Trento), mentre nelle Regioni centro meridionali e nelle isole le segnalazioni sono sporadiche.

Caratterizzata da una vasta gamma di sintomi e complicazioni, questa infezione rappresenta una sfida per i pazienti, i medici e la comunità scientifica, e se non trattata precocemente può avere conseguenze significative sulla salute umana.

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è la Malattia di Lyme, quali sono le cause, come si manifesta e quali sono i trattamenti oggi disponibili.

Che cos’è malattia Lyme?

La Malattia di Lyme, anche conosciuta come borreliosi di Lyme, è una malattia infettiva causata dal batterio Borrelia burgdorferi e, in alcuni casi, da altre specie correlate, e deve il suo nome all’omonima cittadina americana situata nel Connecticut, in cui fu descritto il primo caso nel 1976.

Il batterio responsabile dell’infezione viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura di una zecca infetta, in particolare della specie Ixodes ricinus in Europa e Ixodes scapularis negli Stati Uniti.

I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati da animali selvatici, in particolare roditori, caprioli, cervi, volpi, e lepri, per questo risulta meno frequente nelle zone urbane.

Come si legge sul sito web di EpiCentro dell’ISS, 

“la malattia di Lyme è oggi la più diffusa e rilevante patologia trasmessa da vettore con diffusione nelle zone geografiche temperate ed è seconda, per numero di casi, solo alla malaria tra le malattie che richiedono un vettore artropode per la diffusione.”

Se non trattata tempestivamente, la malattia può progredire, coinvolgendo il sistema nervoso, il cuore, le articolazioni e altri organi. I sintomi possono diventare più gravi e complessi, includendo meningite, artrite, problemi cardiaci e neurologici.

La consapevolezza, la prevenzione e una diagnosi e un trattamento tempestivi sono fondamentali per affrontare efficacemente questa malattia.

Come si trasmette la malattia di Lyme?

Abbiamo visto che la malattia di Lyme viene trasmessa principalmente attraverso la puntura di zecche infette. Le zecche sono parassiti che si nutrono del sangue di animali, inclusi mammiferi, uccelli e rettili, compresi gli esseri umani. Esistono diverse specie di zecche che possono trasmettere il batterio Borrelia burgdorferi, l’agente causale dell’infezione.

Quando una zecca infetta morde un ospite, come un essere umano, per alimentarsi di sangue, può trasmettergli il batterio. La trasmissione dell’agente patogeno richiede solitamente un periodo di attaccamento prolungato, di solito da 24 a 48 ore. Durante questo periodo, il batterio può migrare dalla zecca all’ospite attraverso la saliva

Se rimane attaccata alla cute per meno tempo, è rara la trasmissione dell’infezione.

Le zecche possono essere presenti in ambienti naturali come boschi, prati, giardini e arbusti. Sono più attive durante i mesi caldi, dalla primavera all’autunno, ma possono essere presenti anche durante l’inverno in climi più miti. 

Le persone possono essere infettate quando entrano in contatto diretto con zecche infette durante le attività all’aperto, come passeggiate nel bosco, campeggio, escursionismo o giardinaggio.

È importante notare che la Malattia di Lyme non si trasmette direttamente da persona a persona. Tuttavia, in rari casi, è possibile la trasmissione verticale, ovvero da madre a bambino durante la gravidanza. Questa modalità di trasmissione è poco comune e può causare complicazioni per il feto.

Quali sono i sintomi principali?

La malattia di Lyme è caratterizzata da diverse fasi di sviluppo (precoce o localizzata, disseminata e tardiva), ognuna con sintomi specifici. 

  • Fase iniziale (fase precoce o localizzata):
    • eritema migrans – una caratteristica eruzione cutanea a forma di bersaglio che appare nella maggior parte dei casi. L’eruzione può espandersi gradualmente e può essere calda al tatto;
    • febbre può essere presente una febbre lieve o moderata;
    • affaticamento sensazione di stanchezza e mancanza di energia;
    • mal di testa – dolore o pressione a livello della testa;
    • dolori muscolari e articolari – possono verificarsi dolori diffusi o specifici nelle articolazioni, come ginocchia, spalle o gomiti.
  • Fase successiva (fase disseminata o tardiva):
    • problemi neurologici possono verificarsi sintomi come mal di testa grave, rigidità del collo, paralisi facciale (paralisi di Bell), intorpidimento o debolezza nelle braccia o nelle gambe, problemi di equilibrio, difficoltà di concentrazione e memoria. Possono presentarsi meningite, neuropatia periferica ed encefalopatia;
    • problemi cardiaci – in alcuni casi, la malattia di Lyme può coinvolgere il sistema cardiovascolare, causando palpitazioni, irregolarità del battito cardiaco, miocardite, dolore toracico o difficoltà respiratorie;
    • problemi articolari – l’infiammazione delle articolazioni può causare gonfiore, dolore e rigidità, spesso colpendo grandi articolazioni come ginocchia, caviglie, spalle e gomiti;
    • sintomi generalizzati – possono includere febbre persistente, affaticamento cronico, mal di testa ricorrenti, dolori muscolari e stanchezza generale.

In alcuni casi, i sintomi della Malattia di Lyme possono persistere anche dopo il trattamento con antibiotici, dando origine a una condizione chiamata “sindrome post-trattamento della Malattia di Lyme” (PTLDS), che può causare affaticamento, dolore muscolare e articolare, difficoltà cognitive e altri sintomi.

È importante notare che i sintomi della Malattia di Lyme possono variare e possono essere simili a quelli di altre condizioni mediche. Pertanto, la diagnosi accurata richiede una valutazione medica approfondita.

Come si individua la malattia di Lyme?

La diagnosi della Malattia di Lyme può essere complessa poiché i sintomi possono variare notevolmente da persona a persona e somigliare ad altre condizioni mediche. 

Tuttavia, ci sono diversi approcci utilizzati per individuare la malattia, tra cui i seguenti.

  • Valutazione dei sintomi: il medico inizia valutando i sintomi del paziente e l’anamnesi clinica; la presenza di sintomi caratteristici come un’eruzione cutanea a forma di bersaglio (eritema migrans) nelle prime fasi della malattia può suggerire la Malattia di Lyme.
  • Test sierologici: i test sierologici, come quelli basati sul metodo ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay) e il Western blot, sono comunemente utilizzati per rilevare gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione da Borrelia burgdorferi; tuttavia, questi test possono presentare limitazioni in termini di sensibilità e specificità, soprattutto nelle prime fasi della malattia.
  • Test molecolari: la reazione a catena della polimerasi (PCR) può essere utilizzata per rilevare direttamente il DNA del batterio Borrelia burgdorferi nei campioni di tessuti o fluidi corporei dei pazienti; questo tipo di test è utile soprattutto nelle fasi precoci della malattia, quando il batterio può essere presente nel sito della puntura della zecca o in altre aree infette.
  • Valutazione clinica: il medico può fare affidamento sulla valutazione clinica basata su sintomi, esami fisici e storia del paziente per formulare una diagnosi presuntiva di Malattia di Lyme, soprattutto quando i test di laboratorio possono essere inconcludenti o negativi; la presenza di sintomi specifici associati a un’esposizione a zecche può aiutare a guidare la diagnosi.

È importante ricordare che la diagnosi accurata della Malattia di Lyme richiede una valutazione medica professionale. Se si sospetta la presenza della malattia o si hanno sintomi sospetti dopo una puntura di zecca o un’esposizione a un’area infestata da zecche, è consigliabile consultare un medico per una valutazione e una diagnosi adeguate.

Come si cura la malattia di Lyme?

In caso di puntura di zecca, è importante rimuovere l’insetto correttamente il prima possibile. Ciò può essere fatto utilizzando una pinzetta a punta fine per afferrare la zecca vicino alla pelle e tirarla delicatamente senza schiacciarla. 

È consigliabile consultare un medico se si sviluppa un’eruzione cutanea o sintomi sospetti dopo una puntura di zecca, in modo da poter diagnosticare e trattare precocemente la malattia di Lyme, se necessario.

Trattandosi, di fatto, di una infezione batterica, il trattamento si basa principalmente sull’uso di antibiotici, come la doxiciclina, l’amoxicillina o la ceftriaxone, a seconda dello stadio della malattia e delle complicazioni presenti. È importante iniziare il trattamento il più presto possibile per prevenire la diffusione e le complicanze a lungo termine.

È importante, infine, ricordare che la malattia non porta a sviluppare immunità, per cui l’infezione può essere contratta più volte nel corso della vita.

Come prevenire l’infezione?

È importante sottolineare che la prevenzione è fondamentale. Evitare le punture di zecche e rimuoverle correttamente entro 24-48 ore dalla loro attaccatura può ridurre il rischio di contrarre la malattia di Lyme

Per questa ragione, è fondamentale adottare misure preventive per mitigare il rischio di punture di zecche, soprattutto quando ci si trova in contesti nei quali c’è una probabilità maggiore di incorrere in questa evenienza. 

Cosa si può fare, in questi casi? 

  • Copertura del corpo: indossare abbigliamento a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calzini alti per coprire la pelle esposta il più possibile; è consigliabile infilare i pantaloni all’interno dei calzini per ridurre i punti di ingresso per le zecche.
  • Utilizzo di repellenti per insetti: applicare repellenti per insetti sulla pelle esposta, seguendo attentamente le istruzioni del produttore.
  • Ispezione del corpo: dopo essere stati in aree infestate da zecche, o che si ipotizza possa esserlo, si raccomanda di eseguire un’ispezione accurata del corpo per individuare la presenza di questi parassiti. Prestare particolare attenzione alle aree calde e umide, come l’inguine, l’ombelico, le ascelle, dietro le orecchie e il cuoio capelluto.
  • Rimozione corretta delle zecche: se si trova una zecca attaccata al corpo, è necessario rimuoverla il prima possibile, utilizzando una pinzetta a punta fine per afferrare saldamente la zecca vicino alla pelle e tirarla delicatamente con una trazione costante, evitando di schiacciarla o strapparla; evitare metodi come l’uso di alcool, olio o calore per rimuovere le zecche, poiché potrebbero aumentare il rischio di trasmissione di agenti patogeni. 
  • Ambiente sicuro: ridurre il contatto con le zecche mantenendo l’erba del giardino corta, rimuovendo foglie secche e detriti e creando una barriera tra l’area boschiva e l’area frequentata da persone, come il giardino, utilizzando ghiaia o travi di legno.
  • Protezione per gli animali domestici: utilizzare prodotti antiparassitari appropriati per proteggere gli animali domestici dalle zecche e controllare regolarmente la presenza di zecche sul loro pelo.
  • Consapevolezza dell’epidemiologia locale: informarsi sulle aree ad alto rischio di Malattia di Lyme nella propria regione e adottare precauzioni extra quando ci si trova in tali zone.

Seguendo queste misure preventive, è possibile quindi ridurre il rischio di punture di zecche e, di conseguenza, di contrarre l’infezione. In caso di puntura di zecca o sviluppo di sintomi sospetti, è sempre consigliabile consultare un medico per una valutazione e un trattamento adeguati

ATTENZIONE:
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