A partire dagli anni ‘80 la mortalità per malattie cardiovascolari è andata assottigliandosi sempre più nei Paesi sviluppati, ciò nonostante continuano a rappresentare le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità in Italia.

I numeri, in effetti, sono preoccupanti; le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la prima causa di morte nel mondo, con una stima di circa 17 milioni di decessi/anno e, la prima causa di ricovero ospedaliero in Italia (14.5% di tutti i ricoveri).

prevenire patologie cardiovascolari

Il carico di malattia correlato alle patologie cardiovascolari compromette la sostenibilità e la capacità socio-economica del sistema sanitario.

Appare evidente, insomma, che prevenire le patologie cardiovascolari (ictus, infarto del miocardio, angina pectoris, ecc…), è fondamentale. Lo ricorda anche il Ministero della Salute, che sottolinea come esse siano: 

“in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (fumo, consumo di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.”

Vediamo insieme come prevenire patologie cardiovascolari, secondo le principali linee guida nazionali e internazionali. 

Cosa s’intende per prevenzione cardiovascolare

Quando si parla di prevenzione cardiovascolare è importante fare una distinzione tra due aree di intervento. 

Da un lato, infatti, ci sono due strategie da attuare, come segnalato anche in un documento dell’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco:

  1. strategia di popolazione;
  2. strategia individuale. 

Insieme, queste due strategie compongono quello che viene definito, in un documento che andremo a menzionare e linkare più avanti nell’articolo, un approccio “olistico”

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Approfondiamo.

Strategia di popolazione

“La strategia di popolazione si basa sul fatto che la maggior parte dei casi di cardiopatia ischemica risulta dovuta all’esposizione di una larga parte della popolazione a fattori di rischio moderatamente elevati.”

Come suggerisce il termine, questa strategia per la prevenzione cardiovascolare prevede una serie di misure destinate alla popolazione, esposta a fattori di rischio più elevati. 

L’obiettivo, quindi, è ridurre questi fattori di rischio, con un approccio più ampio e generalizzato. Un esempio molto semplice consiste nei vari divieti contro il fumo nei luoghi pubblici

Il concetto alla base della strategia di popolazione consiste in un calcolo di tipo epidemiologico, secondo il quale compiere azioni di prevenzione di massa riduce l’insorgenza di malattie cardiovascolari in misura maggiore rispetto all’intervento diretto sull’individuo malato o a rischio. 

“Ridurre del 10% il colesterolo nella popolazione generale nel suo insieme abbasserebbe del 20-30% l’incidenza di malattie cardiache; diminuire di un terzo il sale consumato ridurrebbe del 20% i casi di ictus.”

Ovviamente, la strategia di popolazione non esclude quella individuale; anzi, devono seguire un percorso condiviso per massimizzare gli effetti positivi in termini di prevenzione. 

Strategia individuale

“La strategia individuale è quella rivolta agli individui ad alto rischio, essa mira ad identificare, mediante l’uso di indagini clinico-anamnestiche, di laboratorio e strumentali, i soggetti che, all’interno di una popolazione, corrono un rischio particolarmente alto di cardiopatia coronarica.”

Anche qui, il termine è di facile interpretazione; una strategia individuale è mirata all’identificazione di quei soggetti più a rischio. 

Ad esempio, è noto che in Italia oggi più del 50% delle persone di età media ha una colesterolemia superiore a 200 mg/dl. 

Sulla prevenzione cardiovascolare personalizzata consigliamo la lettura di questo opuscolo redatto dalla SIPREC, la società italiana per la prevenzione cardiovascolare.

Prevenzione Cardiovascolare: le linee guida SIPREC

“Lo sviluppo di strategie di prevenzione moderne ed efficaci, basate sull’implementazione dei corretti stili di vita e su interventi farmacologici consolidati dalle evidenze, si propone oggi come lo strumento principale per sconfiggere le malattie cardiovascolari, per garantire una migliore qualità di vita nell’età avanzata e per assicurare la sostenibilità socio-economica futura del nostro Sistema Sanitario Nazionale.” 

Ecco cosa si legge nell’introduzione del Documento di consenso e raccomandazioni per la prevenzione cardiovascolare in Italia 2018, redatto dalla SIPREC in collaborazione con altre realtà italiane. 

Prevenire patologie cardiovascolari vuol dire, quindi, lavorare sugli stili di vita, sulla riduzione dei fattori di rischio modificabili (fumo, sedentarietà, obesità, attività fisica, alimentazione, alcool) e su specifici interventi farmacologici. 

“L’obiettivo finale delle strategie di prevenzione dovrebbe essere quello di individuare con precisione chi e quando svilupperà una MCV* e di determinare la stima di quanti siano gli anni di “vita in salute” guadagnabili aderendo ad un determinato intervento di prevenzione.”

*Con la sigla MCV si intende malattie cardiovascolari. 

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un intervento combinato, realizzato da quello che nel documento viene definito “network”, così composto. 

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Quali sono i fattori di rischio per le patologie cardiovascolari

Stando a quanto riportato nel documento nazionale redatto dalla SIPREC, i fattori di rischio – come sempre divisi in modificabili e non modificabili – sono i seguenti

  • non modificabili: Età, sesso, etnia, familiarità per malattie cardiovascolari;
  • modificabili: 
    • maggiori: pressione arteriosa sistolica, colesterolo totale, diabete mellito, fumo di sigaretta;
    • minori o non convenzionali: pressione arteriosa diastolica,  colesterolo HDL, trigliceridi, sindrome metabolica, obesità addominale, sedentarietà, stress emotivo e/o fisico, iperuricemia, indici di flogosi.

La SIIA, la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, ha messo a disposizione dei cittadini un semplice strumento di calcolo del rischio cardiovascolare sul proprio sito web ufficiale. Lo trovi qui

Come fare prevenzione cardiovascolare

Come è facile intuire, le strategie di prevenzione possono intervenire solo sui fattori di rischio modificabili

Vediamo come. 

  • smettere di fumare. In merito è utile ricordare quanto indicato da SIPREC:
    • il fumo è responsabile di 3.5 milioni di decessi/anno al mondo e del 25% di decessi evitabili per cause cardiovascolari nei fumatori;
    • il rischio di malattia correlato al fumo ha una relazione dose/risposta, senza che vi sia un limite inferiore al di sotto del quale non si verificano effetti dannosi;
    • tutti i tipi di tabacco sono nocivi;
    • a tutti i fumatori deve essere raccomandato di smettere di fumare e deve essere evitata l’esposizione al fumo passivo.
  • moderare il consumo delle bevande alcoliche;
  • seguire buone abitudini alimentari: 
    • ridurre il consumo di acidi grassi saturi a meno del 10% dell’apporto energetico totale; 
    • ridurre a meno dell’1% o abolire del tutto gli acidi grassi idrogenati;
    • ridurre il sale a non oltre 5 g al giorno;
    • favorire il consumo di verdure, ortaggi, frutta, legumi e cereali preferibilmente integrali;
    • privilegiare il consumo di pesce almeno 1-2 volte a settimana;
    • scoraggiare il consumo di bevande zuccherate.
  • svolgere regolare attività fisica: Idealmente l’attività fisica deve essere praticata per 30-60 minuti da 4 a 6 volte alla settimana o per 30 minuti per la maggior parte dei giorni della settimana.

Conclusioni

Uno stile di vita corretto e sano può ridurre drasticamente il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, ma consente anche una più efficace gestione della patologia già in corso. 

Si consiglia, sempre, di rivolgersi al proprio medico di fiducia per individuare il percorso individuale personalizzato più adatto alle proprie esigenze.