Elettromiografia (EMG): cos’è, a cosa serve e come si esegue

da | Dic 19, 2023 | Salute

L’elettromiografia o EMG è un esame diagnostico molto utile nella valutazione del funzionamento del sistema nervoso e della muscolatura umana.   

Ampiamente utilizzato in ambito medico, il test offre una prospettiva unica sulla salute neuromuscolare, fornendo informazioni cruciali per la diagnosi di una vasta gamma di disturbi

Ricordiamo agli iscritti che il Piano Sanitario del Fondo Enfea Salute prevede la copertura delle spese sostenute per sottoporsi a un’elettromiografia, nell’ambito della “Diagnostica strumentale e specialistica”. Per maggiori informazioni, invitiamo a consultare il nostro sito web, qui

Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire cos’è, a cosa serve e come si esegue una elettromiografia (EMG)

Cos’è l’elettromiografia?

L’elettromiografia (EMG) è una procedura diagnostica utilizzata in medicina per valutare l’attività elettrica dei muscoli.

La procedura prevede l’inserimento di aghi sottili, noti come elettrodi ad ago, nella muscolatura di interesse, al fine di registrare l’attività elettrica generata dai muscoli durante il riposo e in fase di contrazione. Questi segnali vengono quindi amplificati e visualizzati su uno schermo o registrati per un’analisi più dettagliata.

Si tratta di una procedura sicura, anche se può causare un certo disagio durante l’inserimento degli aghi nei muscoli.

In genere il medico prescrive questo esame insieme ad altri test, come la velocità di conduzione nervosa, per ottenere una valutazione completa della funzione neuromuscolare.

Quali sono le parti del corpo analizzate con l’EMG?

Abbiamo spiegato che l‘elettromiografia può essere utilizzata per analizzare l’attività elettrica dei muscoli, quindi può riguardare diverse parti del corpo, in base alle specifiche necessità diagnostiche e cliniche del paziente. 

A seconda della parte da analizzare, si parla di:

  • elettromiografia arti superiori – muscoli dell’avambraccio e della mano;
  • elettromiografia arti inferiori muscoli della gamba, inclusi i muscoli della coscia (quadricipite e ischiocrurali) e quelli del piede, comprese le dita;
  • elettromiografia alla schiena – muscoli della regione dorsale e lombare;
  • EMG faccia e testa – muscoli facciali e della regione cervicale (collo);
  • EMG respiratoria muscoli respiratori, ovvero il diaframma, il muscolo principale coinvolto nella respirazione;
  • elettromiografia pelvica – muscoli pelvici.

Sarà il medico a stabilire come procedere, dopo aver eseguito una visita approfondita ed, eventualmente, ulteriori esami. 

A cosa serve l’elettromiografia?

Come spiegato, l’elettromiografia (EMG) serve a valutare l’attività elettrica dei muscoli e a diagnosticare disturbi neuromuscolari

Nello specifico, può essere eseguita per le seguenti finalità.

  • Diagnosi di disturbi muscolari e nervosi:
    • malattie neuromuscolari: per diagnosticare condizioni come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la miastenia gravis e altre malattie neuromuscolari;
    • neuropatie periferiche: per identificare problemi nei nervi periferici, come compressioni nervose, neuropatie diabetiche e altre condizioni. 
  • Valutazione di lesioni nervose e muscolari:
    • lesioni del nervo: per identificare la localizzazione e l’estensione delle lesioni nervose, come quelle dovute a traumi o compressioni;
    • lesioni muscolari: per valutare danni ai muscoli, come strappi o lesioni.
  • Monitoraggio della funzione muscolare:
    • funzione muscolare: per valutare la capacità di contrazione e rilassamento muscolare;
    • attività anormale: per individuare l’attività muscolare spontanea, che può essere indicativa di problemi neurologici.
  • Guida alla terapia e al monitoraggio del progresso:
    • orientamento terapeutico: per aiutare i medici a sviluppare piani di trattamento e terapie mirate;
    • monitoraggio del progresso: per valutare l’efficacia del trattamento nel tempo.
  • Chirurgia nervosa e ricostruttiva: può essere utilizzata per mappare la funzione nervosa prima di interventi chirurgici per aiutare a evitare danni ai nervi.

Inoltre, l’elettromiografia è utilizzata nella ricerca medica e scientifica per comprendere meglio la fisiologia muscolare e nervosa, favorendo lo sviluppo di nuove terapie.

Insomma, è uno strumento diagnostico prezioso che fornisce informazioni dettagliate sulla funzione neuromuscolare, consentendo ai medici di identificare e gestire una varietà di condizioni mediche.

Come si esegue l’EMG?

L’esecuzione dell’elettromiografia comporta diverse fasi, e richiede la collaborazione del paziente e del medico specializzato, che fornirà alcune indicazioni specifiche a cui attenersi. 

In generale, non è richiesta una preparazione specifica, ma è consigliabile informare il medico se si sta assumendo qualsiasi farmaco, in particolare anticoagulanti. Non è richiesto il digiuno.

Innanzitutto, si consiglia al paziente di indossare abiti comodi; in alcuni casi, potrebbe essere chiesto di cambiarsi per utilizzare un camice ospedaliero.

Il paziente può essere posizionato supino, prono o seduto a seconda delle aree muscolari da esaminare, seguendo le istruzioni del medico o del tecnico che esegue la procedura.

Le zone in cui verranno applicati gli elettrodi ad ago vengono solitamente pulite con un disinfettante per ridurre il rischio di infezioni, dopodiché si procede al loro inserimento nella muscolatura di interesse. Durante l’acquisizione dei dati, il medico può richiedere al paziente di effettuare alcune contrazioni muscolari per registrare le risposte elettriche.

L’attività elettrica viene visualizzata e registrata, per consentire al medico di esaminare i dati e valutare la normale attività muscolare, la presenza di anomalie e la risposta a diverse stimolazioni.

Alla fine della procedura vengono rimossi gli aghi.

Dopo la procedura, è possibile tornare alle normali attività quotidiane. Alcuni pazienti possono sperimentare un lieve sanguinamento o ecchimosi nei siti degli aghi, che di solito scompare rapidamente. 

La durata di una elettromiografia (EMG) può variare in base a diversi fattori, tra cui la complessità del caso, il numero di muscoli o nervi che devono essere valutati e la cooperazione del paziente. In generale, una sessione può durare da 30 minuti a un’ora, ma in alcuni casi può essere più breve o più lunga.

È importante seguire le indicazioni del medico, soprattutto se ci sono istruzioni specifiche dopo la procedura. In caso di dubbi o preoccupazioni, è sempre consigliabile rivolgersi direttamente al professionista sanitario che ha eseguito l’EMG.

L’elettromiografia fa male?

Prima di sottoporsi a questa procedura è molto frequente, e comprensibile, chiedersi se faccia male. Come già accennato, si tratta di un esame non invasivo, generalmente ben tollerato dalla maggior parte delle persone, che non provoca dolore, anche se può causare una certa sensazione di disagio durante la procedura.

In particolare, si può provare un certo disagio durante l’inserimento degli elettrodi nella muscolatura, con possibile sensazione di pizzicamento, pressione o crampi. Questa sensazione, però, è temporanea e dovrebbe scomparire quando gli aghi vengono rimossi.

Un’altra fase che può causare un po’ di fastidio è quella in cui il medico chiede al paziente di contrarre i muscoli per valutare l’attività elettrica, ma anche in questo caso dura poco ed è comunque lieve. 

Infine, alcuni pazienti avvertono una leggera sensazione di dolore o fastidio nei siti degli aghi, dopo la rimozione, per un breve periodo. Questo disagio di solito scompare rapidamente.

Detto questo, è importante ricordare che la percezione del dolore può variare da persona a persona e dipendere da diversi fattori, tra cui la sensibilità individuale, l’area muscolare coinvolta e la tecnica del professionista sanitario che esegue l’esame elettromiografico.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.