Cosa sono i Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa

da | Lug 17, 2020 | Sanità Integrativa

I fondi di assistenza sanitaria integrativa ricoprono un ruolo importantissimo nella vita dei lavoratori, eppure se ne parla davvero molto di rado e, spesso, in modo confuso. 

Infatti, si tende spesso ad associare l’assistenza sanitaria integrativa con la sanità privata, o ancora con le assicurazioni sanitarie, segnalando l’esistenza di un problema di informazione e conoscenza evidente. 

In Italia abbiamo la fortuna di usufruire del Servizio Sanitario Nazionale, che consente a tutti di ricevere cure mediche e sanitarie, ma è importante ricordare che circa il 20% della spesa sanitaria del nostro Paese è di natura privata, ovvero sostenuta dal cittadino in modo diretto, di cui più dell’80% non intermediata.

spesa sanitaria privata fondi di assistenza sanitaria integrativa

La spesa sanitaria out of pocket è aumentata nel corso degli ultimi 10 anni – e tutti i trend suggeriscono un incremento nel corso dei prossimi anni, anche a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita e dall’invecchiamento della popolazione – evidenziando la difficoltà da parte del SSN di provvedere in modo esteso come un tempo. Questo, inevitabilmente, ha messo l’assistenza sanitaria integrativa al centro del dibattito pubblico, come possibile veicolo di sviluppo del cosiddetto secondo pilastro socio-sanitario. 

Ma cosa sono i Fondi di Assistenza Sanitaria integrativa, e come funzionano? Approfondiamo insieme. 

Fondi di assistenza sanitaria integrativa: definizione e riferimenti normativi

I Fondi di assistenza sanitaria integrativa sono stati introdotti nell’ordinamento legislativo italiano con il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante norme per il “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”. 

All’articolo 9 si legge quanto segue: 

“Possono essere istituiti fondi integrativi sanitari finalizzati a fornire prestazioni aggiuntive rispetto a quelle assicurate dal Servizio sanitario nazionale.”

I fondi integrativi hanno, quindi, un ruolo molto preciso: integrare (come suggerisce il nome) e non sostituire le prestazioni garantite dal SSN, i cosiddetti LEA

Concretamente, chi è iscritto a un Fondo sanitario integrativo può usufruire di una serie di prestazioni medico/sanitarie, indicate nel cosiddetto piano sanitario, recandosi presso strutture pubbliche o private convenzionate. 

Il costo della prestazione viene coperto integralmente o parzialmente dal Fondo, tramite pagamento diretto alla struttura o rimborso all’iscritto. 

Continuando a leggere l’articolo, si trova anche indicazione in merito alle fonti istitutive, ovvero chi può e come è possibile dare vita a un Fondo di assistenza sanitaria integrativa: 

  1. contratti e accordi collettivi, anche aziendali; 
  2. accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi  da loro sindacati o associazioni di rilievo almeno provinciale;
  3. regolamenti di enti o aziende o enti locali o associazioni senza scopo di lucro, o società di mutuo soccorso giuridicamente riconosciute.

Il Fondo Enfea Salute, ad esempio, rientra nella prima tipologia, essendo previsto dai CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI sottoscritti dalle Categorie Confapi e dalle Federazioni di CGIL, CISL e UIL.

L’Anagrafe dei Fondi Sanitari

I Fondi, per operare regolarmente, devono seguire una procedura di accreditamento presso il Ministero della Salute, che a tal proposito ha istituito la cosiddetta Anagrafe di Fondi Sanitari

Le modalità di svolgimento delle sue funzioni sono indicate dal Decreto ministeriale del 27 ottobre 2009.

Sono obbligati a iscriversi all’Anagrafe dei Fondi Sanitari tutti quei fondi, enti, casse e società di mutuo che intendono offrire prestazioni integrative ed extra LEA

Per approfondire, consigliamo di consultare la sezione dedicata sul sito del Ministero del Lavoro.  

Come aderire ad un Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa

Nella parte introduttiva dell’articolo abbiamo sottolineato l’esistenza, in Italia, di un Servizio Sanitario Nazionale, al quale tutti possono accedere in egual misura. 

Ciò nonostante, è possibile integrare le prestazioni offerte dal SSN aderendo a un Fondo sanitario privato. Esistono, infatti, decine di soluzioni disponibili sul mercato, quasi sempre offerte da compagnie assicurative e istituti finanziari. 

Però, come spiegato, i Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa sono frutto di un CCNL, un accordo aziendale o all’interno di una categoria professionale, questo significa che il più delle volte l’adesione a un Fondo è già prevista dal proprio contratto di lavoro

Cosa vuol dire? 

Facendo un esempio concreto, i lavoratori dipendenti assunti da imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI, possono usufruire delle prestazioni offerte dal nostro Fondo Enfea Salute. 

Chi può aderire a un Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa

Trattandosi di fondi di origine contrattuale, è evidente che si rivolgono a una platea di lavoratori dipendenti o liberi professionisti iscritti a un ordine o una cassa professionale. 

Per tanto, ecco chi può aderire a un fondo di assistenza sanitaria integrativa: 

  • lavoratori dipendenti;
  • quadri;
  • dirigenti;
  • liberi professionisti.

Alcuni fondi consentono l’iscrizione anche ai familiari a carico del lavoratore e ai pensionati. 

Come verificare l’adesione a un Fondo Sanitario Integrativo

Uno dei nodi della questione risiede nel comunicare la presenza di un piano sanitario integrativo al quale attingere, del quale molto spesso i lavoratori non sono a conoscenza. 

Come può un lavoratore verificare se il proprio CCNL o accordo collettivo aziendale e/o di categoria contempla già l’adesione a un Fondo di assistenza sanitaria integrativa? 

È molto semplice: 

  • Può chiedere al proprio datore di lavoro o a un rappresentante dell’ordine professionale al quale è iscritto;
  • Può rivolgersi a un rappresentante sindacale;
  • Può rivolgersi a un CAF o patronato;
  • Può verificare se il testo del CCNL prevede o meno un Fondo sanitario;
  • Può controllare la presenza, in busta paga, della voce “Trattenute per Fondo Sanitario”. 

Contribuzione al fondo di assistenza sanitaria integrativa

Abbiamo fatto appena menzione alla presenza di una trattenuta per fondo sanitario indicata in busta paga. 

Cosa vuol dire? 

Che l’adesione al Fondo prevede un piccolo contributo mensile (pochi euro al mese, in media 10€), indicato in busta paga, che consente l’attivazione della copertura del piano sanitario offerto. 

Si tratta di una risorsa contrattuale a carico delle imprese, al fine di rendere obbligatorio per tutte le imprese che applicano i contratti che prevedono l’istituto dell’assistenza sanitaria integrativa la corresponsione degli importi dovuti. 

Questi importi, è bene ricordarlo, sono parte integrante della retribuzione del lavoratore.

I contributi versati al fondo sanitario in busta paga dalle imprese sono detraibili dalle imposte.

Il livello e le modalità di contribuzione sono indicate nel CCNL o negli accordi aziendali e di categoria. 

È bene sottolineare, però, un punto. 

Il contributo previsto per l’adesione ad un Fondo sanitario collettivo è molto inferiore rispetto a quello richiesto da una assicurazione sanitaria privata, alla quale aderire liberamente. 

Il motivo è molto semplice: i fondi di assistenza sanitaria integrativa ricoprono un ruolo che potremmo definire sociale all’interno del welfare contrattuale.  

L’obiettivo, infatti, è offrire un supporto concreto ai lavoratori. 

In cosa consiste il piano sanitario

Abbiamo più volte fatto menzione a un piano sanitario, ovvero un elenco di prestazioni socio-sanitarie alle quali il lavoratore iscritto può accedere. 

Quali sono queste prestazioni?

  • prestazioni sociali a rilevanza sanitaria da garantire alle persone non autosufficienti;
  • prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, da garantire alle persone non autosufficienti in ambito domiciliare, semiresidenziale e residenziale;
  • prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio, quali la fornitura di ausili o dispositivi per disabilità temporanee, le cure termali e altre prestazioni riabilitative rese da strutture sanitarie autorizzate non comprese nei livelli essenziali di assistenza; 
  • prestazioni di assistenza odontoiatrica, compresa la fornitura di protesi dentarie. 

Ricopre un ruolo importante anche la prevenzione, con l’accesso a esami di screening e controlli diagnostici di varia natura. 

Il più delle volte il piano sanitario viene erogato tramite un accordo con un partner assicurativo, come UniSalute per Enfea Salute. 

Per avere un’idea, consigliamo di consultare il Piano Sanitario di Enfea Salute. 

ATTENZIONE:
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