In Italia esiste un programma di screening per il tumore del collo dell’utero, rivolto alle donne di età compresa tra i 25 e i 30 anni, che comprende il cosiddetto Pap Test.

L’obiettivo di un programma di screening di massa è ridurre l’incidenza e la mortalità dovuta al carcinoma, con modalità che possono variare nel corso del tempo. 

Nel caso specifico, come si legge sul sito del Ministero della Salute

“Il test impiegato finora è il Pap-test, ma recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che sopra i 30 anni è più costo-efficace il test per il Papilloma virus (HPV-DNA test) effettuato ogni 5 anni.” 

Le Regioni hanno iniziato ad attrezzarsi in tal senso, sottoponendo le donne di età superiore ai 30 anni (in media intorno ai 33) al test per il Papilloma virus (HPV-DNA test) in sostituzione del Pap Test, che resta invece più efficace nella popolazione più giovane. 

“Dai 25 a 30 anni l’esame di riferimento rimane il Pap test da eseguirsi ogni tre anni. Questa scelta è dovuta al fatto che in giovane età la probabilità di avere una infezione da HPV è molto alta senza che questa assuma una importanza clinica.”

Ma cos’è il Pap Test, come si esegue, e a cosa serve? Approfondiamo insieme. 

Cos’è il Pap Test

Inventato dal medico greco George Nicholas Papanicolaou, da cui prende il nome, il Pap Test è un esame che ha rivoluzionato completamente le modalità di diagnosi di tumori al collo dell’utero, salvando la vita e la salute di centinaia di migliaia di donne dalla sua diffusione in tutto il mondo. 

Si tratta, tecnicamente, di un esame citologico, ovvero un test che consente di studiare, tramite osservazione al microscopio, le caratteristiche delle cellule prelevate dal collo uterino. 

Vediamo come si esegue. 

Come si effettua il Pap test

Il Pap test è un esame non invasivo, di facile esecuzione. La paziente viene fatta sdraiare, con le gambe divaricate, come avviene durante una normale visita di controllo ginecologico. 

Il medico, tramite uno speculum, ovvero un divaricatore, inserisce nel collo dell’utero una spatola o un tampone, per prelevare muco e un campione di cellule dalla cervice uterina.

Quanto raccolto viene poi strisciato su un vetrino, colorato tramite la tecnica ideata dal dottor Papanicolaou, e osservato al microscopio

Chi analizza il campione prelevato può individuare eventuali anomalie, che potrebbero essere frutto di una semplice infezione o di qualcosa di più grave, come un tumore, individuandolo magari a uno stadio precoce. 

Quando fare il Pap test

Come accennato all’inizio dell’articolo, è possibile sottoporsi al Pap test gratuitamente, presso la propria ASL di appartenenza, a partire dai 25 anni fino ai 65, anche se dopo i 30 si può preferire il test HPV

In alcuni casi, si può procedere all’effettuazione di entrambi i test di screening. 

Il test va poi ripetuto ogni 3 anni, nel caso del Pap Test, mentre per l’HPV è previsto un lasso di tempo di 5 anni. 

Questo per quanto riguarda il programma di screening del SSN, ma si consiglia in realtà di fare il Pap Test a partire dal primo rapporto sessuale, quindi anche prima di aver compiuto i 25 anni. 

È possibile eseguire il test durante una normale visita ginecologica, sia presso uno studio privato sia tramite il SSN. 

Il Fondo Enfea Salute provvede al pagamento del Pap Test per le donne assicurate con età superiore ai 40 anni. Per le donne di età inferiore, invece, è disponibile il rimborso del ticket sanitario per il tramite di UniSalute.

Come prepararsi al Pap Test

Il Pap Test è un esame semplice, che non provoca nessun tipo di disagio nella donna, e dura pochi minuti. Non è necessario essere accompagnati, e dopo l’esame si può tornare alla vita normale, sia in termini di igiene che di attività sessuale. 

L’unica cosa da tenere in considerazione è il ciclo mestruale. Durante il ciclo l’esame non può essere eseguito, e va rimandato. È preferibile attendere almeno 3 giorni dopo la fine del ciclo mestruale e una settimana prima che inizi. 

Può essere eseguito senza problemi in gravidanza, condizione della quale va messo al corrente il personale medico che dovrà fare il test.

L’uso di contraccettivi non compromette l’esame, anche se è preferibile evitare l’utilizzo, nei giorni immediatamente precedenti il test, di deodoranti intimi e prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo.