Quando si parla di diabete si fa spesso confusione tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2. A confondere è, probabilmente, l’impiego dei numeri 1 e 2, che fanno immaginare una sorta di progressività della malattia, quasi che il diabete di tipo 2 fosse una sorta di evoluzione in negativo del diabete di tipo 1. 

Non è affatto così, perché entrambe queste patologie sono due forme differenti del cosiddetto diabete mellito, la versione di diabete più diffusa al mondo. 

Il diabete, nella sua forma “pura”, è una malattia metabolica caratterizzata da iperglicemia cronica, causata da un difetto nella produzione o nell’azione dell’insulina.

Il diabete mellito è una forma di diabete, che andrebbe correttamente classificata in questo modo: 

  • diabete mellito di tipo 1 (insulino dipendente);
  • diabete mellito di tipo 2 (non insulino dipendente).

Per comodità, ci limitiamo a dire Diabete di Tipo 1 e Diabete di Tipo 2, ma si tratta di due condizioni differenti

Vediamo insieme come e perché si differenziano. 

Cos’è il diabete di Tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, il che significa che deriva dal sistema immunitario che attacca erroneamente parti del corpo. Nel caso specifico, il sistema immunitario prende di mira in modo errato le cellule beta produttrici di insulina nel pancreas.

Quindi, semplificando al massimo, il nostro corpo non riconosce le cellule che producono l’insulina nel pancreas, che è responsabile del dosaggio del glucosio nel sangue, impedendo a queste ultime di svolgere in modo adeguato il loro compito

Ecco perché si parla di diabete mellito di tipo 1 insulino dipendente, perché i pazienti devono necessariamente seguire una terapia che prevede la somministrazione di insulina.

Non si sa, purtroppo, perché il sistema immunitario delle persone con diabete di tipo 1 attacchi queste cellule, ma il problema è che continua a farlo fino a quando il pancreas non è più in grado di produrre insulina.

Secondo i dati della SID – Società Italiana di Diabetologiasolo il 5% dei casi di diabete noto sono inquadrabili come di tipo 1.

Quando e come si manifesta il diabete di tipo 1

Trattandosi di una malattia autoimmune, il diabete di tipo 1 non è legato all’alimentazione, al peso eccessivo, allo stile di vita – elementi che vedremo essere invece centrali per il diabete di tipo 2 – infatti si presenta quasi sempre in età pediatrica o in adolescenza, e comunque prima dei 30 anni.

Purtroppo, si manifesta in modo acuto e violento, presentando sintomi che non si possono ignorare, tra cui: 

  • necessità di urinare molto frequente;
  • eccessiva sete;
  • perdita di peso;
  • stanchezza;
  • respiro pesante, difficoltoso e ansimante.

Una delle complicanze più diffuse, e molto gravi, consiste nella cosiddetta chetoacidosi diabetica

Cos’è la chetoacidosi diabetica?

Semplificando, il nostro organismo non riesce a trovare glucosio a sufficienza dal quale trarre energia ed è costretto così a rimediare sugli acidi grassi

Bruciando questi acidi, però, produce degli scarti, chiamati appunto chetoni, che se si accumulano rendendo il sangue più acido e abbassando il PH

Si manifesta attraverso un alito acido, che ricorda l’odore della frutta molto matura.

Purtroppo, questa condizione, se non trattata, provoca disidratazione, nausea, vomito, ipotensione, aritmie, sonnolenza, stato confusionale fino al coma e morte

Per approfondire puoi leggere qui

Cos’è il diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è la forma più diffusa al mondo, pari a circa il 7% della popolazione italiana (ma è probabile che siano di più visto che molti non sanno di averlo). 

Si tratta di una malattia metabolica, multifattoriale (le cause sono molteplici), caratterizzata da glicemia alta in un contesto di insulino-resistenza e insulino-deficienza relativa

Quindi, per capirci, non c’è una mancata produzione di insulina o una risposta immunitaria che impedisce al pancreas di funzionare, ma una ridotta quantità o quella che si chiama una insulino-resistenza, che consiste in un’inadeguata utilizzazione del glucosio da parte delle cellule.

Come e quando si manifesta il diabete di tipo 2

Quando parliamo di diabete di tipo 2 ci riferiamo a quello chiamato “diabete alimentare”, ovvero causato dall’alimentazione, dal sovrappeso e dall’obesità, e che richiede quindi un intervento sulla dieta e sullo stile di vita, una terapia farmacologica specifica e, in alcuni casi, anche insulina.  

Un altro fattore di rischio consiste nella presenza, in famiglia, di un individuo affetto da diabete di tipo 2.  

A differenza del diabete di tipo 1, quello di tipo 2 si presenta in modo tardivo, di solito dopo i 40 anni, e ha un decorso lento, che può durare molti anni. 

Come si legge nel documento “Standard Italiani per la cura del diabete mellito”, redatto dalla AMD – Associazione Medici Diabetologi – e dalla SID:

“Il diabete tipo 2 presenta una lunga fase asintomatica durante la quale la malattia può essere diagnosticata solo se attivamente ricercata attraverso una procedura di screening.”

I sintomi più frequenti sono eccessiva: 

  • sete;
  • necessità frequente di urinare;
  • stanchezza;
  • visione sfocata;
  • maggiore frequenza a infezioni urinarie e/o vaginali. 

Conclusioni

Come abbiamo cercato di spiegare, diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 sono due tipologie di diabete mellito differenti, che presentano cause, manifestazioni e terapie diverse. 

Per fare un riepilogo delle differenze tra i due, può essere utile questa tabella contenuta nel documento prima menzionato. 

diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2

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