I pazienti affetti da insufficienza renale cronica e/o acuta potrebbero dover fare ricorso a una tecnica terapeutica alquanto complessa, nota con il termine di dialisi

I reni svolgono una funzione di fondamentale importanza per il nostro organismo, quella di rimozione delle scorie e delle sostanze in eccesso, attraverso le urine. 

Ne consegue che quando i nostri reni non riescono a svolgere questo compito, possiamo andare incontro a complicazioni anche molto gravi (o la morte), che rendono necessaria, in alcuni casi, la dialisi

Approfondiamo insieme l’argomento, cercando di capire cos’è la dialisi e qual è la differenza tra emodialisi e dialisi peritoneale, ovvero le due modalità di esecuzione più diffuse. 

Cos’è la dialisi

La dialisi è una terapia alquanto recente, divenuta di uso comune solo negli anni ‘60 del novecento.

Come accennato prima, i reni filtrano le scorie presenti nel sangue, espulse poi tramite le urine, ma quando questo processo non avviene in modo corretto si presentano danni al nostro organismo. 

La dialisi interviene nei casi di insufficienza renale più gravi, quando ormai i nostri reni non riescono ad adempiere ai loro compiti in misura sufficiente, più precisamente quando la funzionalità è compromessa per circa l’85-90%. 

A cosa serve? Beh, potremmo dire che la dialisi è una terapia che sostituisce l’intervento dei reni ormai danneggiati, per compiere quell’azione di filtraggio e rimozione dei liquidi in eccesso e delle tossine presenti nel sangue. 

Esistono due tipologie di dialisi, l’emodialisi e la dialisi peritoneale

Vediamole più da vicino. 

Cos’è l’emodialisi

L’emodialisi è, come suggerisce il nome, una modalità di esecuzione della dialisi che coinvolge il sangue in modo diretto

Nello specifico, tramite l’impiego di uno strumento chiamato dializzatore, il sangue in circolo nel nostro organismo viene prelevato, fatto confluire all’interno di questo macchinario, passato attraverso un filtro contenente un liquido chiamato dialisato, per poi farlo ritornare, ormai depurato, nel corpo del paziente malato. 

Quindi, volendo semplificare al massimo, potremmo dire che l’emodialisi consiste nella pulizia del sangue che ormai i reni non sono in grado di effettuare, demandando il compito a una sorta di rene artificiale

Questo procedimento può essere effettuato solo in una struttura dedicata, in media 3 volte alla settimana e richiede una durata di circa 4-5 ore a seduta. 

I malati di insufficienza renale che devono quindi sottoporsi a emodialisi vedono la loro vita fortemente scombussolata

Cos’è la dialisi peritoneale

Il nostro corpo presenta al suo interno una membrana, detta peritoneo, che riveste la cavità addominale e ricopre gli organi in essa contenuti. 

Questa membrana può fungere da filtro naturale, utilizzato proprio nella dialisi peritoneale. 

Come funziona? 

La membrana peritoneale è molto ricca di vasi sanguigni e capillari, e presenta anche dei pori molto fini, perfetti per l’azione di filtraggio altrimenti svolta dai reni o, nell’emodialisi, dal filtro esterno. 

Quindi, si pratica un’incisione nell’addome, si inserisce un piccolo catetere, e tramite esso si fa confluire nella membrana peritoneale il liquido dialisato, composto di sale e glucosio. Questo liquido, a contatto con la membrana, cattura le scorie, dopodiché lo si fa fuoriuscire e viene raccolto in un’altra sacca. 

Questa pratica può essere eseguita anche a domicilio e si divide in due modalità: 

  • dialisi peritoneale manuale, che viene eseguita durante il giorno dal paziente o dal personale del centro, con un cambio di liquido circa 4-5 volte nelle 24h;
  • dialisi peritoneale automatizzata, che si basa sull’impiego di un dispositivo che esegue più scambi durante la notte, mentre il soggetto dorme. 

Si tratta di una tecnica sempre più diffusa tra i pazienti affetti da insufficienza renale. 

Differenze tra emodialisi e dialisi peritoneale

Abbiamo visto che le due modalità di esecuzione della dialisi presentano alcune differenze sostanziali. 

Nello specifico: 

  • nell’emodialisi, il sangue viene trasferito dall’organismo in un dializzatore che lo filtra. Si tratta di una terapia da eseguire circa 3 volte a settimana, presso un centro specializzato;
  • nella dialisi peritoneale, il peritoneo viene usato come filtro naturale. Può essere eseguito a domicilio, anche senza l’intervento di un tecnico specializzato. 

È importante ricordare che le due modalità garantiscono risultati equivalenti, ecco che la scelta è frutto di una serie di valutazione specifiche, legate anche alle preferenze e abitudini di vita del paziente.  

L’emodialisi impegna 3 giorni a settimana, lasciando però libertà totale nei restanti 4 giorni, ma è più una procedura lunga che non può essere eseguita in autonomia. 

La dialisi peritoneale, invece, va fatta ogni giorno (o notte), ma lascia il paziente libero di muoversi, recarsi al lavoro, garantendo un po’ più di “normalità” e può essere svolta a domicilio in autonomia. 

Nella scelta il paziente è affiancato dal proprio nefrologo, che saprà indicare la soluzione migliore.