Perché si chiama medicina nucleare?

by | Jun 9, 2021 | Salute

La parola nucleare ci fa subito pensare alle centrali elettriche o, in alcuni casi, agli ordigni bellici, e difficilmente la associamo alla nostra salute

Eppure, la medicina nucleare è una di quelle branche della medicina alla quale ci si affida ogni giorno in tutto il mondo per diagnosticare e curare determinate patologie. 

Un esempio? La TAC!

I campi di applicazione della Medicina Nucleare sono vastissimi, e come si legge nel Libro Bianco della Medicina Nucleare in Italia, redatto dalla ANIM – Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare

“è necessario mettere bene in chiaro che la Medicina Nucleare non può essere definita soltanto “imaging”, essa è anche imaging, ma oltre a questo è anche “terapia” (un tipo particolare di radioterapia come ben sappiamo), è radiochimica o radiofarmacia ed è anche laboratorio.”

Approfondiamo insieme l’argomento e cerchiamo di capire cos’è la medicina nucleare e perché si chiama così

Cos’è la medicina nucleare

La medicina nucleare è una specialità medica che utilizza traccianti radioattivi (radiofarmaci) per valutare le funzioni corporee e per diagnosticare e curare le malattie. 

Le telecamere appositamente progettate consentono ai medici di tracciare il percorso di questi traccianti radioattivi

Ad esempio, la tomografia computerizzata a emissione di singolo fotone o SPECT e la tomografia a emissione di positroni o le scansioni PET sono le due modalità di imaging più comuni nella medicina nucleare.

Cosa sono i traccianti radioattivi (o radionuclidi artificiali in forma “non sigillata”)

I traccianti radioattivi, o radionuclidi artificiali in forma “non sigillata”, sono costituiti da molecole portatrici che sono strettamente legate a un atomo radioattivo

Ecco perché si chiama medicina nucleare!

Queste molecole di supporto variano notevolmente a seconda dello scopo della scansione. 

Alcuni traccianti impiegano molecole che interagiscono con una specifica proteina o zucchero nel corpo e possono persino utilizzare le cellule del paziente

Ad esempio, nei casi in cui i medici hanno bisogno di conoscere la fonte esatta del sanguinamento intestinale, possono radiomarcare un campione di globuli rossi prelevati dal paziente

Quindi, iniettano il sangue “radioattivo” e usano una scansione SPECT per seguire il percorso del sangue nel paziente. Qualsiasi accumulo di radioattività nell’intestino informa i medici di dove si trova il problema.

Si tratta di quello che comunemente viene chiamato “mezzo di contrasto”, in quanto consente di evidenziare determinati punti durante la scansione delle immagini

In genere, il tracciante radioattivo viene somministrato a un paziente mediante iniezione endovenosa. In alcuni casi, però, può essere somministrato anche per inalazione, ingestione orale o iniezione diretta in un organo, a seconda della necessità. 

Le diverse modalità di impiego della medicina nucleare

Nel Libro bianco prima menzionato è riportata una suddivisione in tre settori principali in cui si può differenziare la medicina nucleare, in base all’impiego dei radionuclidi artificiali in forma “non sigillata” per attività sia di tipo diagnostico che terapeutico. 

La riportiamo di seguito:

  1. diagnostica “in vivo”: somministrazione diretta al paziente di sostanze radioattive a scopo diagnostico (il caso del mezzo di contrasto);
  2. diagnostica “in vitro”: determinazione diretta sui campioni biologici di analiti con tecniche di tipo immunometrico basate sull’uso di radionuclidi;
  3. terapia: somministrazione di radiofarmaci per il trattamento di diverse patologie, in particolare oncologiche (come la radioterapia).

Quindi, la medicina nucleare serve a scopo diagnostico, terapeutico o di ricerca biomedica, a seconda delle indicazioni del medico.

I campi di applicazione della medicina nucleare sono molteplici e spaziano dall’oncologia all’endocrinologia, dall’ematologia alla reumatologia.

Differenza tra medicina nucleare e radiologia

Mentre in radiologia si impiegano i raggi X per catturare immagini del paziente, in particolare di ossa e articolazioni, le immagini medico-nucleari vengono ottenute per mezzo della rilevazione di radiazioni emesse da radiofarmaci distribuiti nell’organismo.

In poche parole, è il paziente che emette le radiazioni (“gamma” o “x”) che vengono registrate da apposite apparecchiature in grado di ricreare l’immagine corrispondente. 

Anche in questo caso, parlare di radiazioni può spaventare, ma dobbiamo ricordare che l’emissione di radiazioni è un processo normale in natura

Ad esempio, il sole emette radiazioni, così come il nostro corpo. 

Quindi, in un ambiente controllato e affidandosi a personale altamente specializzato, ricorrere alla medicina nucleare non è affatto pericoloso

Ricordiamo agli iscritti al Fondo Enfea Salute che il Piano Sanitario prevede, nell’ambito delle prestazioni di Alta Specializzazione e in particolare di Alta diagnostica per immagini, il pagamento delle spese sostenute per eseguire esami di medicina nucleare, come la TAC-PET e la Scintigrafia. Trovi i dettagli qui.

ATTENZIONE:
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