Carenza di sodio (Iponatriemia): cause, sintomi, complicanze

da | Feb 5, 2024 | Salute

Il sodio è un minerale essenziale per il nostro organismo, cruciale nel mantenimento dell’equilibrio idrico, nella trasmissione degli impulsi nervosi e nella regolazione della pressione sanguigna. Tuttavia, un disequilibrio dei suoi livelli nel sangue può portare a una serie di problemi di salute, tra cui la carenza di sodio o iponatriemia, una condizione caratterizzata da livelli anormalmente bassi di sodio nel sangue. 

Come vedremo più nel dettaglio, l’iponatriemia è una condizione medica complessa che può derivare da una varietà di cause, e che, se non trattata, può portare a gravi complicanze neurologiche, cardiache e renali, mettendo a rischio la vita del paziente.

Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire in cosa consiste una carenza di sodio, quali sono le cause, i sintomi, le complicanze e i possibili trattamenti

Carenza di sodio o iponatremia: definizione

La carenza di sodio, anche definita iponatriemia o iposodiemia, è una condizione medica caratterizzata da livelli anormalmente bassi di sodio nel sangue

Più nello specifico, si parla di iponatriemia (o iposodiemia) in presenza di una concentrazione di sodio nel plasma inferiore a 135 milliequivalenti per litro (mEq/L). 

Ma cos’è il sodio, e perché è così importante una sua carenza? Il sodio è un elettrolita fondamentale per il corretto funzionamento del corpo umano, che svolge un ruolo cruciale nella regolazione dell’equilibrio idrico – aiuta a regolare la quantità di acqua nelle cellule e nel sangue – nella funzione muscolare e nervosa e nella pressione sanguigna.

Quando c’è troppa acqua rispetto al sodio, e quindi si è in presenza di una condizione di carenza di sodio, le cellule possono gonfiarsi e causare vari sintomi, come mal di testa, confusione, debolezza, crampi e nausea.

Valori di sodio nel sangue

In un soggetto adulto, il valore di sodio nel sangue definito “normale” è pari a 140 mEq/L (range 136-145 mEq/L). 

Variazioni in eccesso o difetto generano rispettivamente una condizione di ipersodiemia e iposodiemia

  • ipersodiemia severa: valori uguali o superiori a 155 mEq/l;
  • ipersodiemia lieve: valori compresi tra 145 e 155 mEq/l;
  • iposodiemia lieve: valori compresi tra 125 e 135 mEq/l;
  • iposodiemia severa: valori uguali o inferiori a 125 mEq/l.

Riportiamo di seguito una tabella riassuntiva, pubblicata nell’articolo “La fisiopatologia clinica delle ipersodiemie”.

carenza di sodio valori sodiemia

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Classificazione della iponatremia

La carenza di sodio, o iponatremia, può essere classificata in base allo stato del volume ematico, cioè alla quantità di liquido nel sistema circolatorio, in tre tipologie: 

  1. iponatriemia ipovolemica;
  2. iponatriemia euvolemica;
  3. iponatriemia ipervolemica.

Cosa vuol dire? Semplificando al massimo, vuol dire che c’è un eccesso o un difetto di acqua in relazione alla quantità di sodio presente nel sangue

1. Iponatriemia ipovolemica 

In questa condizione, c’è una carenza di sodio nel sangue associata a una diminuzione del volume ematico. Questo significa che si è in presenza di una perdita di fluidi corporei, come sangue o liquidi extracellulari, che porta a una diminuzione del volume ematico. 

Le cause comuni di iponatriemia ipovolemica includono: 

  • disidratazione; 
  • perdita di sangue (ad esempio, a seguito di un’emorragia);
  • vomito e diarrea eccessivi; 
  • sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) con espansione di volume effettivo eccessivo (ad esempio, nella sindrome polidipsia-poliuria, anche nota come diabete insipido, o nella ipokaliemia). 

Il trattamento di questa condizione spesso coinvolge la correzione della perdita di liquidi e il ripristino dell’equilibrio elettrolitico attraverso l’assunzione di soluzioni saline.

2. Iponatriemia euvolemica

In questo caso, la quantità di liquidi nel sistema circolatorio è normale, ma i livelli di sodio nel sangue sono bassi

Le cause di iponatriemia euvolemica includono: 

  • la sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH); 
  • l’uso di farmaci come gli antidepressivi;
  • l’insufficienza surrenalica;
  • l’ipotiroidismo;
  • perdita di sale cerebrale. 

Il trattamento si concentra sulla gestione della condizione sottostante e sulla correzione dei livelli di sodio nel sangue.

3. Iponatriemia ipervolemica

Questa condizione si verifica quando ci sono livelli bassi di sodio nel sangue associati a un eccesso di volume ematico

Le cause di iponatriemia ipervolemica includono: 

  • insufficienza cardiaca congestizia;
  • cirrosi epatica avanzata con ascite;
  • sindrome nefrosica.

Il trattamento si concentra sulla gestione delle condizioni sottostanti e sulla correzione dei livelli di sodio nel sangue attraverso diuretici e limitazione dell’assunzione di liquidi.

La distinzione tra queste categorie è importante perché guida il trattamento specifico per ogni tipo di iponatriemia, che varia a seconda della causa sottostante e dello stato del volume ematico.

Quali sono le cause di una carenza di sodio?

La carenza di sodio nel sangue può essere causata da una serie di fattori che influenzano il bilanciamento di questo elettrolita nel corpo. 

Ecco alcune delle cause più comuni. 

  • Disidratazione: una delle cause più frequenti di iponatriemia è la perdita eccessiva di liquidi dal corpo, che può avvenire attraverso vomito, diarrea, sudorazione eccessiva (ad esempio, durante l’esercizio fisico intenso o per un colpo di sole) o una ridotta assunzione di liquidi.
  • Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH): in questa condizione, il corpo produce e rilascia in modo inappropriato un ormone chiamato ormone antidiuretico (ADH), che provoca una ritenzione eccessiva di acqua e diluisce i livelli di sodio nel sangue.
  • Assunzione di liquidi ipotonici: bere grandi quantità di liquidi che sono bassi in sodio (come l’acqua) senza compensare adeguatamente con sodio può diluire i livelli di sodio nel sangue.
  • Farmaci: alcuni farmaci possono influenzare il bilancio del sodio nel corpo. Ad esempio, diuretici, antidepressivi, antiepilettici, antidolorifici, oppioidi, chemioterapici e altri farmaci possono causare iponatriemia come effetto collaterale.
  • Malattie renali: condizioni come la sindrome nefrosica o l’insufficienza renale possono influenzare la capacità dei reni di regolare correttamente i livelli di sodio nel corpo.
  • Malattie endocrine: alcune malattie endocrine, come l’ipotiroidismo e l’insufficienza surrenalica, possono influenzare il bilancio del sodio nel corpo e causare iponatriemia.
  • Eccesso di perdita di sodio: questo può verificarsi in condizioni in cui il corpo perde grandi quantità di sodio, come nel caso di sudorazione estrema senza adeguata sostituzione o integrazione.
  • Condizioni gastrointestinali croniche: malattie croniche come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa possono causare perdite eccessive di sodio attraverso diarrea cronica.
  • Carenza di sodio nella dieta: se l’apporto di sodio attraverso la dieta è insufficiente, questo può portare a una sua carenza nel corpo, e quindi all’iponatriemia. 
  • Chirurgia gastrica: alcuni interventi chirurgici gastrointestinali possono alterare l’assorbimento di sodio nel corpo.

Queste sono solo alcune delle cause più comuni di carenza di sodio. È importante sottolineare che la diagnosi e la gestione dell’iponatriemia devono essere guidate da un medico, poiché la condizione può essere complessa e richiedere un’attenta valutazione delle cause sottostanti.

Quali sono i sintomi?

Come si manifesta una carenza di sodio? Quali sono i sintomi più comuni, che potrebbero rappresentare un campanello d’allarme? 

Premesso che i sintomi dell’iponatriemia possono variare a seconda della gravità della condizione e della rapidità con cui si sviluppa, i principali sono i seguenti:

  • affaticamento e debolezza la mancanza di sodio può causare stanchezza e debolezza generalizzate;
  • crampi muscolari livelli bassi di sodio nel sangue possono influenzare il funzionamento dei muscoli, portando a crampi muscolari, specialmente durante l’attività fisica;
  • nausea e vomito – l’iponatriemia può causare disturbi gastrointestinali come nausea e vomito;
  • mal di testa – alcune persone con iponatriemia possono sperimentare mal di testa persistente o grave;
  • confusione mentale – livelli bassi di sodio possono influenzare il funzionamento del cervello, causando confusione, difficoltà di concentrazione e cambiamenti nell’umore;
  • irritabilità – alcune persone possono diventare irritabili o emotivamente instabili;
  • convulsioni – nei casi più gravi, può portare a convulsioni;
  • tremori – alcune persone possono sperimentare tremori o scosse involontarie delle estremità;
  • edema cerebrale – in casi estremamente gravi, l’iponatriemia può causare un accumulo di liquido nel cervello, causando sintomi come mal di testa grave, nausea, vomito, confusione, convulsioni, coma e, in casi estremi, morte.

Come accennato, i sintomi della carenza di sodio possono variare da lievi a gravi e possono svilupparsi gradualmente o improvvisamente, a seconda della causa sottostante e della velocità con cui i livelli di sodio nel sangue diminuiscono. 

È importante consultare un medico se si sospetta di avere iponatriemia o se si manifestano sintomi correlati, specialmente se sono gravi o persistenti. La diagnosi precoce e il trattamento sono cruciali per prevenire complicazioni potenzialmente gravi.

Quali sono le complicanze della carenza di sodio?

Le complicanze dell’iponatriemia dipendono principalmente dalla gravità della condizione, dalla rapidità con cui si sviluppa e dalla sua durata, ma possono essere potenzialmente pericolose per la vita

Le più comuni sono le seguenti. 

  • Edema cerebrale: questa è una complicazione estremamente grave, in cui un rapido calo dei livelli di sodio nel sangue può causare un accumulo di liquido nel cervello; ciò può portare a un aumento della pressione intracranica, causando sintomi come mal di testa grave, nausea, vomito, confusione, convulsioni, coma e, in casi estremi, morte.
  • Disfunzione neurologica: l’iponatriemia può causare una serie di problemi neurologici, inclusa confusione mentale, difficoltà di concentrazione, disorientamento, irritabilità, debolezza muscolare e, nei casi più gravi, convulsioni e coma.
  • Complicazioni cardiache: livelli bassi di sodio nel sangue possono influenzare il funzionamento del cuore, causando aritmie cardiache, insufficienza cardiaca e in casi estremi, arresto cardiaco.
  • Complicazioni renali: l’iponatriemia può influenzare la funzione renale, portando a problemi come insufficienza renale acuta.
  • Complicazioni ossee: livelli persistentemente bassi di sodio nel sangue possono influenzare la densità ossea e aumentare il rischio di fratture ossee.
  • Complicazioni gastrointestinali: la carenza di sodio può causare disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.
  • Complicazioni muscolari: livelli bassi di sodio nel sangue possono influenzare il funzionamento muscolare, portando a crampi muscolari, debolezza muscolare e, in casi estremi, rabdomiolisi (distruzione muscolare).
  • Complicazioni psicologiche: l’iposodiemia può influenzare il benessere psicologico, causando irritabilità, confusione e cambiamenti dell’umore.

È importante sottolineare che le complicanze della carenza di sodio possono essere gravi e richiedono un trattamento medico immediato

Trattamento della carenza di sodio

Il trattamento della carenza di sodio dipende dalla causa sottostante, dalla gravità della condizione e dalle condizioni mediche preesistenti del paziente. 

È fondamentale evitare autodiagnosi e soluzioni fai da te, rivolgendosi quindi ad un medico per ricevere indicazioni circa le cure da seguire. 

In linea generale, le strategie di trattamento comunemente utilizzate per gestire l’iponatriemia sono le seguenti.

  • Correzione della causa sottostante: il primo passo nel trattamento è identificare e correggere la causa sottostante della carenza di sodio nel sangue. Ad esempio, se è causata da disidratazione, è importante reintegrare i liquidi attraverso l’assunzione di acqua o soluzioni elettrolitiche; se è causata da una sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH), potrebbero essere necessari farmaci per normalizzare la produzione di ormone antidiuretico.
  • Reidratazione: se è dovuta a una perdita eccessiva di liquidi, può essere necessario reidratare il paziente attraverso la somministrazione di soluzioni saline o altre soluzioni elettrolitiche per via endovenosa.
  • Limitazione dell’assunzione di liquidi: in alcuni casi, soprattutto se l’iponatriemia è causata dalla sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH), può essere invece necessario limitare l’assunzione di liquidi per prevenire un’ulteriore diluizione dei livelli di sodio nel sangue.
  • Integrazione di sodio: nei casi lievi di iponatriemia, può essere utile integrare il sodio attraverso la dieta o l’assunzione di integratori di specifici, ma sempre e solo dopo aver diagnosticato la carenza e seguendo le indicazioni del medico; un eccesso di sodio, infatti, può essere altrettanto pericoloso, se non di più.
  • Farmaci: a volte possono essere prescritti farmaci specifici per trattare l’iponatriemia, come i diuretici, che possono aiutare a eliminare l’acqua in eccesso dal corpo, o farmaci che influenzano la produzione di ormone antidiuretico. 
  • Monitoraggio dei livelli di sodio: durante il trattamento, è importante monitorare regolarmente i livelli di sodio nel sangue per assicurarsi che siano corretti e per regolare il trattamento di conseguenza.
  • Trattamento delle complicanze: se si verificano complicanze associate all’iposodiemia, come edema cerebrale o problemi cardiaci, può essere necessario un trattamento aggiuntivo per gestire queste condizioni e prevenire danni permanenti.

È importante sottolineare che il trattamento dell’iponatriemia deve essere supervisionato da un medico, poiché la condizione può essere complessa e richiedere un’attenta valutazione e gestione.

ATTENZIONE:
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